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Riunione del Consiglio Comunale straordinario di Racalmuto

In data 22 novembre si è riunito il consiglio comunale di Racalmuto presso la sede della fondazione Sciascia, presenti forze politiche e sindacali della provincia di Agrigento e due rappresentanti della società austriaca Salinen interessata all'acquisto delle azioni della Regione Siciliana.

Assenti il governo regionale ed i soci Italkali di minoranza che, nella persona del Presidente hanno inviato una nota in cui rilevavano la non opportunità di essere presenti e partecipare ad un contraddittorio.

Tutti gli intervenuti hanno ripetuto i soliti discorsi che caratterizzano le varie forze politiche e sindacali, concordando su salvaguardia e sviluppo dell'Azienda Italkali.

I rappresentanti della Salinen Majer e Banner (i nomi sano certamente non precisi) hanno avuto la possibilità di intervenire all'inizio della seduta ed alla fine per dare qualche ulteriore informazione e risposta alle domande che sono state loro rivolte.

Sostanzialmente hanno detto:

Abbiamo partecipato ad una gara pubblica.
Siamo una società che  è il risultato della privatizzazione  avvenuta in Austria nel 1977 (origine e percorso simile ad Italkali).

Dalla privatizzazione ad oggi ci siamo preoccupati di far crescere il fatturato, l'utile e l'occupazione.
L'Italkali sostanzialmente non ha prodotto reddito.
Le motivazioni che ci inducono all'acquisizione di Italkali sono il valore eccezionale dovuto alla qualità del sale, inoltre, per non venire strozzati in Europa dobbiamo espanderci e Italkali rappresenta la soluzione perfetta.

Non siamo concorrenti dell'Italkali in Italia, dove esportiamo 30.000 ton. di sale la metà del quale la forniamo proprio ad Italkali.

In Austria importiamo sale ed i nostri processi produttivi sono costosi.
Vogliamo aumentare la quota di vendita in Italia, spingere verso i processi di raffinazione per far lievitare il valore aggiunto.

Salinen ha piccole e snelle organizzazioni commerciali ed i mercati su cui si dirige sono i paesi dell'est e del sud-est a cui indirizzare il prodotto austriaco e quello di Italkali contemporaneamente.

Vogliamo sviluppare redditività ed utili.
Non riteniamo opportuno parlare di prezzo di acquisto della quota Italkali in quanto riteniamo sia quello di mercato.
Ci teniamo a presentarci con la veste di una Azienda con una storia nel settore della produzione e vendita del sale.
Abbiamo una tradizione di relazioni sindacali buone, il 10% delle azioni Salinen ed il loro utile, sono destinate ad una fondazione a favore dei lavoratori.

Le garanzie formali di 5 anni dei siti produttivi e della sede ci sono state richieste, sono maggiori di quanto previsto dalle leggi in vigore e comunque siamo consenzienti.

5 anni sono lunghi, ma dalle visite che abbiamo effettuato nei vari siti, abbiamo appurato che l'Azienda è ben gestita come forza lavoro ed organizzazione.

Dopo gli interventi che si sono succeduti, Salinen ha risposto:

Non possiamo rispondere sui problemi politici sollevati, ma rispondiamo su quanto di nostra pertinenza.
La domanda che dobbiamo porci è cosa possiamo fare per avere successo?
Guardare ad un successo sostenibile  su misura dell'Azienda e non con risorse pubbliche.
Vogliamo sottolineare due aspetti da Voi sollevati - investimenti e managment.
Avete chiesto se abbiamo i soldi per gli investimenti, la domanda giusta è "ci sono dei progetti che giustificano i finanziamenti?"

La società dev'essere gestita meglio.
La nostra società è stata privatizzata 7 anni fa, oggi ha dati economici di grande rispetto.
Italkali ha negli ultimi anni bilanci scadenti.
Occorre una migliore gestione.
Il prezzo del sale in Italia è basso, si possono fare prodotti più validi a maggiore valore aggiunto.
Noi siamo troppo piccoli per comprare il mercato di Italkali e chiudere la produzione, abbiamo intenzione di lavorare assieme per reciproco interesse.

La gara è stata corretta e vinta sul prezzo, se dovremo trattare ulteriormente lo faremo, dovremo tener conto delle rigidità dello statuto ed altro contenzioso.

Non c'è ragione per cui l'occupazione attuale debba diminuire.
Perché dovremmo venire in Sicilia per chiudere pagando penali.
Noi non siamo concorrenti nel mercato italiano.
Il nostro piano industriale è stato duramente criticato per la sua leggerezza e perché non affronta il settore dei Sali potassici.

Sulla Kainite abbiamo pochi fatti reali, non esisteva traccia dell'impianto pilota e non conosciamo alcun contratto di programma.

Se entreremo in società questa possibilità sarà esaminata con serietà.
Bisogna stare attenti con lo sfruttamento della kainite, a Pasquasia e Casteltermini sono state fatte cose incredibili.
Se entriamo in Italkali, il progetto kainite  dev'essere concreto e fattibile economicamente e tecnicamente.
Le clausole ci sono state imposte, i 3 o 5 anni non ci spaventano perché vogliamo lavorare.
Noi abbiamo un rapporto serio e molto importante con le nostre maestranze.
Riteniamo di essere i partner migliori per Italkali.

Tutte le volte che avviene un incontro circolano voci interessate, per mettere in cattiva luce il proprio concorrente politico o sindacale o mistificare le posizioni, quanto sopra rispecchia il più fedelmente possibile ciò che è stato detto a Racalmuto, eventualmente siamo in grado di produrre registrazione audio ed audio-video.

Saluti Giovanni Manganella.

 

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