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In data 22 novembre si è riunito il consiglio comunale di Racalmuto presso la sede della fondazione Sciascia, presenti forze politiche e sindacali della provincia di Agrigento e due rappresentanti della società austriaca Salinen interessata all'acquisto delle azioni della Regione Siciliana. Assenti il governo regionale ed i soci Italkali di minoranza che, nella persona del Presidente hanno inviato una nota in cui rilevavano la non opportunità di essere presenti e partecipare ad un contraddittorio. Tutti gli intervenuti hanno ripetuto i soliti discorsi che caratterizzano le varie forze politiche e sindacali, concordando su salvaguardia e sviluppo dell'Azienda Italkali. I rappresentanti della Salinen Majer e Banner (i nomi sano certamente non precisi) hanno avuto la possibilità di intervenire all'inizio della seduta ed alla fine per dare qualche ulteriore informazione e risposta alle domande che sono state loro rivolte. Sostanzialmente hanno detto: Abbiamo partecipato ad una gara
pubblica. Dalla privatizzazione ad oggi ci
siamo preoccupati di far crescere il fatturato, l'utile e l'occupazione.
Non siamo concorrenti dell'Italkali in Italia, dove esportiamo 30.000 ton. di sale la metà del quale la forniamo proprio ad Italkali. In Austria importiamo sale ed i
nostri processi produttivi sono costosi. Salinen ha piccole e snelle organizzazioni commerciali ed i mercati su cui si dirige sono i paesi dell'est e del sud-est a cui indirizzare il prodotto austriaco e quello di Italkali contemporaneamente. Vogliamo sviluppare redditività
ed utili. Le garanzie formali di 5 anni dei siti produttivi e della sede ci sono state richieste, sono maggiori di quanto previsto dalle leggi in vigore e comunque siamo consenzienti. 5 anni sono lunghi, ma dalle visite che abbiamo effettuato nei vari siti, abbiamo appurato che l'Azienda è ben gestita come forza lavoro ed organizzazione. Dopo gli interventi che si sono succeduti, Salinen ha risposto: Non possiamo rispondere sui
problemi politici sollevati, ma rispondiamo su quanto di nostra pertinenza.
La società dev'essere gestita
meglio. La gara è stata corretta e vinta sul prezzo, se dovremo trattare ulteriormente lo faremo, dovremo tener conto delle rigidità dello statuto ed altro contenzioso. Non c'è ragione per cui
l'occupazione attuale debba diminuire. Sulla Kainite abbiamo pochi fatti reali, non esisteva traccia dell'impianto pilota e non conosciamo alcun contratto di programma. Se entreremo in società questa
possibilità sarà esaminata con serietà. Tutte le volte che avviene un incontro circolano voci interessate, per mettere in cattiva luce il proprio concorrente politico o sindacale o mistificare le posizioni, quanto sopra rispecchia il più fedelmente possibile ciò che è stato detto a Racalmuto, eventualmente siamo in grado di produrre registrazione audio ed audio-video. Saluti Giovanni Manganella. |
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